Edizione 2026

Call for abstracts

Legĕre: raccogliere, estrarre, scegliere

Convegno dottorale internazionale

FLUI 2026 - Filologia, Linguistica, Umanistica Digitale e Italianistica Università degli Studi di Firenze

Firenze, 1-3 luglio 2026

Le dottorande e i dottorandi dei cicli XXXIX e XL del dottorato in Filologia, Letteratura Italiana e Linguistica dell’Università degli Studi di Firenze annunciano l’apertura della Call for Abstracts per il Convegno dottorale FLUI 2026, rivolto a dottorande e dottorandi, giovani ricercatrici e ricercatori che abbiano conseguito il titolo di laurea magistrale negli ultimi tre anni o il titolo di dottoressa/dottore di ricerca negli ultimi cinque.

Nel campo delle discipline umanistiche, il verbo legĕre – nei significati di «raccogliere», «estrarre» e «scegliere» – si presenta come un punto di partenza fertile per molteplici linee di ricerca. Nel suo significato di «raccogliere», si può intendere legĕre come processo di raccolta di materiali, testi e testimonianze, che costituisce il primo passo per la costruzione della conoscenza e per la conservazione della memoria culturale. In questa prospettiva, raccogliere non significa solo accumulare, ma organizzare dati o testi e renderli disponibili per l’analisi e la trasmissione. Un’altra declinazione semantica è quella di «estrarre», come interpretazione e costruzione di senso dei materiali raccolti. Estrarre implica saper cogliere le informazioni rilevanti, riconoscere relazioni e trasformare la materia in conoscenza critica. Infine, nella sua accezione di «scegliere», legĕre è inteso come atto di discernimento e selezione consapevole di contenuti, metodi e strumenti. Scegliere significa stabilire priorità, definire criteri interpretativi e metodologici e decidere come comunicare e condividere i risultati di ricerca. In un contesto digitale, queste dimensioni prevedono anche l’adozione di strumenti e tecnologie adeguati. Tali accezioni non sono, ovviamente, da intendersi come isolate e scevre da contaminazioni: si intrecciano e si completano reciprocamente, evidenziando la natura articolata e complessa del legĕre.

Si invitano le candidate e i candidati a presentare proposte che ripensino il legĕre come gesto fondativo delle discipline umanistiche, capace di connettere passato e presente, teoria e prassi, autori, testi e lettori attraverso i secoli.

Relativamente alla Filologia e alla tradizione dei testi, invitando gli interessati a elaborare proposte anche a partire da casi specifici, si suggeriscono le seguenti linee di ricerca:

  1. In riferimento al «raccogliere», si incoraggia l’invio di proposte che riflettano su metodi e strumenti del censimento o che propongano casi di studio in cui la scoperta di testimonianze inedite ha modificato il quadro complessivo di una tradizione, con conseguenti ricadute sulla constitutio textus.
  2. Muovendo dalla medesima accezione semantica del «raccogliere», si accettano contributi che indaghino metodologie ecdotiche e casi esemplari nello studio di manoscritti compositi e miscellanei, di raccolte concepite come organismi macrotestuali dai loro autori oppure da compilatori successivi (antologie, recollectae, prosimetri e in generale tutti quei testi o corpora che possono risentire di modalità parziali di circolazione e avere una tradizione mista). Con riferimento alla filologia delle strutture, si invita a porre attenzione al rapporto fra testo, paratesto e macrotesto in relazione alla formazione e alla ricezione di manoscritti complessi.
  3. In merito all’«estrarre, togliere», sono ammessi contributi legati alla problematizzazione delle pratiche di identificazione, eliminazione o valorizzazione delle lectiones singulares o dei testimoni descripti.
  4. Nell’ambito dello «scegliere», si accolgono riflessioni sulla responsabilità del filologo nelle scelte critiche, nel rapporto tra conservazione delle lectiones offerte dalla tradizione e ricorso alla congettura, con particolare attenzione ai criteri della lectio difficilior e dell’usus scribendi.

Negli studi di Linguistica legĕre può essere declinato secondo le seguenti linee di ricerca:

  1. Riflessioni sui metodi di raccolta, selezione e codifica del dato linguistico, a ogni altezza cronologica, a partire dalla costruzione di strumenti descrittivi e normativi della lingua, come grammatiche e dizionari, fino alla creazione di corpora orali e scritti; l’attenzione si concentra anche sulla definizione dei parametri di rappresentatività: da un lato, la selezione e il trattamento dei fenomeni linguistici rilevanti, come scelte di lemmatizzazione e la gestione (fra gli altri) di varianti linguistiche, neologismi, prestiti, forestierismi e forme polisemiche; dall’altro, tipologia e progettazione di corpora, nonché la scelta e il bilanciamento delle variabili sociolinguistiche.
  2. Indagini legate alla dimensione propriamente sociolinguistica, con particolare attenzione alle strategie di raccolta dei dati linguistici sul campo e anche, nel caso di dati orali, di selezione degli informatori come fattore determinante della qualità e della rappresentatività del materiale linguistico. Sulla scorta di ciò, si considerano anche contributi che riflettano sulle modalità di raccolta e interpretazione del dato linguistico nello spazio, dalla ricerca onomastica fino alle inchieste toponimiche, inclusi sviluppo e impiego di strumenti per la rappresentazione spaziale dei dati; ma anche lettura intesa come interpretazione simbolica, sociale e culturale delle manifestazioni della lingua all’interno dello spazio urbano ed extraurbano, secondo gli approcci del Linguistic Landscape.
  3. Studi legati alla lettura e accessibilità dei testi, alle strategie linguistiche che la ostacolano o favoriscono, e alla lingua facile come strumento che permette un accesso più efficace, per esempio, ai testi amministrativi, sanitari, giuridici; seguendo questa prospettiva, anche ricerche legate all’implementazione di nuove pratiche linguistiche non discriminatorie e al rapporto tra lingua e genere.
  4. Rispetto alla Linguistica applicata e ai diversi livelli di analisi, sono ammessi contributi che discutono approcci qualitativi, quantitativi o misti, nonché la costruzione degli strumenti di rilevazione come questionari, esperimenti percettivi e di produzione, protocolli di annotazione, raccolta ed estrazione automatica dei dati. Rientrano nell’ambito della sezione lavori che adoperano questi strumenti nello studio di lingue minoritarie, varietà regionali o contesti multilingui, mostrando come possano supportare l’analisi rigorosa dei fenomeni linguistici in contesti sperimentali.
  5. Nell’ambito della Linguistica educativa, sono benvenuti contributi che si inseriscono nel quadro teorico e metodologico della didattica L1 e L2 dell’italiano, a partire dallo sviluppo di competenze di letto-scrittura come aspetto fondamentale nell’acquisizione delle abilità comunicative ricettive e produttive. Sulla scorta di ciò, si accettano anche ricerche che indagano la dimensione multimodale della comunicazione in senso più ampio, come le relazioni tra parlato e gestualità, o studi che abbiano come oggetto di indagine vecchie e nuove forme di testualità in rete.

Nell’Umanistica Digitale, i significati «raccogliere», «estrarre» e «scegliere» di legĕre possono essere interpretati e declinati secondo diverse traiettorie di indagine:

  1. Rispetto ai processi di digitalizzazione, si incoraggiano studi inerenti la conversione dal supporto fisico al digitale di materiali sonori, audiovisivi e testuali. Sono ben accetti case studies e prototipi dedicati alla creazione di strumenti informatici (archivi, corpora, strumenti lessicografici e piattaforme), insieme a contributi relativi alla marcatura delle trascrizioni (XML, TEI) e alla conservazione digitale a lungo termine. Si incoraggiano indagini sulle strategie di modellizzazione del metodo, flussi di lavoro sostenibili, nonché proposte che prevedano marcatura o OCR già esistenti, purché finalizzate alla realizzazione o all’arricchimento di strumenti con riflessioni sullo stato attuale del settore, sulle principali criticità e sulle opportunità emergenti.
  2. Nell’ambito della Filologia digitale, si suggeriscono contributi che esplorano le implicazioni delle metodologie che dominano il settore (collazione automatica, codifica e rappresentazione di facsimili digitali). Si accolgono interventi che si focalizzano sulla realizzazione e l’utilizzo sostenibile e replicabile di editor testuali per implementare la marcatura testuale a fini critici e letterari.
  3. Proposte che approfondiscono approcci metodologici ibridi in Linguistica Computazionale o Natural Language Processing (NLP), integrando pratiche interpretative e di verifica umana. Si accettano contributi che esplorino effetti e implicazioni su come errori umani e aspetti tecnici (come tokenizzazione, lemmatizzazione e POS tagging) possono alterare la lettura dei risultati e compromettere la qualità dei dati, in favore della quantità. Rientrano in questa prospettiva anche studi legati all’utilizzo di strumenti per la raccolta e l'elaborazione dei dati linguistici, dai web crawler ai software di trascrizione automatica (speech-to-text).
  4. Nel Machine Learning e IA, si incoraggiano esempi e casi di studio su come le scelte operate dagli algoritmi possano modificare la qualità del contenuto testuale e le sue proprietà semantiche o stilistiche. Nello specifico si accettano proposte focalizzate su metodi automatici e semi-automatici, con particolare attenzione ad approcci ibridi uomo-macchina. Si segnalano in questo campo attività che prevedono un controllo manuale ad esempio nella redazione di voci lessicografiche supportate dall’IA; tecniche di training del modello per casi di edizioni critiche e commenti al testo; nonché l’uso delle tecniche di prompt engineering per il task di riscrittura automatica. Si menzionano anche esempi concreti come casi di utilizzo dell’IA per il POS tagging, lavori di estrazione terminologica e assegnazione di marcatori specifici, che vadano ad indagare problemi semantici e criticità dell’efficienza computazionale.
  5. Per legĕre nella sua accezione di lettura, si richiama l’attenzione a ricerche che impiegano strumenti e metodi quantitativi per analizzare la leggibilità dei testi, attraverso indici e parametri linguistici. Su questa linea, anche studi sulla lettura e sulla comprensione testuale con metodologie online e offline, quali eye tracking, EEG e fMRI, nonché test di comprensione o misure di carico cognitivo, finalizzate a esplorare i processi di decodifica linguistica e costruzione del significato.

Nell’ambito della Letteratura italiana, legĕre – inteso come scegliere, raccogliere e interpretare – si configura come un gesto dalle molteplici connotazioni. Di seguito sono proposti alcuni possibili percorsi di ricerca cui candidate e candidati potranno ispirarsi.

  1. Dialogare con i classici significa confrontarsi con la tradizione come organismo vivo, in continua trasformazione. In ogni epoca vengono selezionati e ricomposti i testi fondativi, ridefinendone il senso attraverso la lettura, la riscrittura e la mediazione di antologie, commenti ed edizioni. Legĕre si configura così come atto di raccolta, che si articola nel custodire, nell’ordinare e nel reinterpretare. Chi legge, come chi scrive, costruisce una biblioteca ideale, definendo attraverso modelli e linguaggi la propria identità autoriale e critica. Si invita a riflettere su come le carte d’autore, gli epistolari e gli scartafacci mettano in luce la tensione tra raccolta e creazione, tra memoria e invenzione, prendendo in esame il modo in cui la lettura diventa un gesto corale e riflessivo, uno spazio in cui la selezione individuale si intreccia con la tradizione condivisa, trasformando il legĕre in un atto di trasmissione, dialogo e rinnovamento.
  2. Dalla tradizione esegetica medievale alle teorie contemporanee dell’interpretazione, legĕre è anche commentare, decifrare, ricostruire, confrontare: questa sezione invita a riflettere sui metodi e sugli strumenti della critica letteraria, ponendo particolare attenzione agli aspetti metodologici e teorici. Interrogare il legĕre come pratica interpretativa significa restituire centralità alla teoria della letteratura, alle sue categorie e alle sue evoluzioni, per comprendere come le pratiche critiche modellino, a loro volta, il senso e la forma del testo. Si invita inoltre a riflettere sulla necessità e sullo statuto ontologico del commento, e se possa essere inteso non solo come strumento esplicativo o critico, ma come pratica che contribuisce a costituire il significato del testo stesso.
  3. Si invita a riflettere sul significato del legĕre in senso politico: leggere può configurarsi come un atto collettivo, che contribuisce alla formazione di identità e alla definizione di spazi di libertà. Il non legĕre, quando si manifesta attraverso la censura, l’oblio o la proibizione, si configura come uno strumento del potere, che limita l’accesso al sapere e alla Tuttavia, allo stesso tempo non legĕre può anche essere una scelta consapevole o manifestazione di dissenso. Interrogare il legĕre come atto politico significa indagare il ruolo della letteratura nella costruzione di un’identità condivisa, nella difesa della libertà di opinione e nella negoziazione (o non-negoziazione) dei valori e delle memorie.
  4. Si invitano contributi che esplorino le diverse modalità di lettura e fruizione di un testo. La lettura silenziosa permette una comprensione riflessiva e personale, mentre la lettura a voce alta introduce elementi di ritmo, intonazione e dimensione sonora, influenzando la percezione e la memorizzazione del contenuto. La performance teatrale, infine, trasforma il testo in esperienza viva, integrando le componenti corporea, emotiva e vocale, e modificando il rapporto tra parola e pubblico. Particolare attenzione può essere dedicata alla distinzione tra leggere e recitare: leggere implica decodifica e comprensione, recitare richiede una piena elaborazione interpretativa che rende le parole un veicolo di esperienza condivisa. Sono accolti contributi che analizzino strumenti, strategie e pratiche legate a queste modalità di fruizione, così come riflessioni sulle moderne teorie della ricezione, analizzando le libertà e i vincoli di un lettore davanti a un testo. Un altro elemento che influenza le modalità di fruizione di un testo è la tipologia del supporto del testo stesso: dal manoscritto alla stampa, dalla stampa al formato digitale. Si invita a riflettere su questioni che indaghino questi aspetti.

Linee guida per la partecipazione

È possibile presentare al massimo due proposte di intervento: una come autrice/autore e l’altra in collaborazione, oppure due proposte in collaborazione.
Sono previsti interventi della durata massima di 20 minuti. Saranno accolte proposte in italiano e in inglese.

Per presentare la propria candidatura è necessario inviare una email con oggetto “PROPOSTA FLUI 2026” all’indirizzo convegnoflui@labdilef.it, allegando un abstract anonimo in formato PDF della lunghezza massima di 300 parole (sono esclusi dal conteggio titolo, tabelle, grafici e bibliografia). Il file dovrà essere nominato con il titolo della proposta. Nel corpo della mail dovranno essere riportate le seguenti informazioni:

  • Nome e cognome
  • Istituto di affiliazione
  • Qualifica attuale (laureato/a, dottorando/a, post-doc, )
  • Area disciplinare (Filologia, Italianistica, Linguistica, Umanistica Digitale)
  • Nota bio-bibliografica (massimo 300 parole)
  • Titolo della proposta

La scadenza per l’invio delle proposte è fissata al 27/03/2026. La notifica di accettazione delle proposte sarà inviata la prima settimana di maggio.

Gli interventi si terranno esclusivamente in presenza; eventuali deroghe andranno discusse con il Comitato Organizzativo.

Le indicazioni relative ai riferimenti bibliografici sono reperibili sul nostro sito:
https://convegnoflui.labdilef.it/.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Comitato Organizzativo all’indirizzo:
convegnoflui@labdilef.it.

Comitato Scientifico Francesco Bausi Marco Biffi Claudia Jacobi Luca Degl’Innocenti Maria Sofia Lannutti Francesca Murano Daniela Pirazzini

Comitato Organizzativo Michael Bassi Francesco Ferrucci Giuseppina Gioia Gargiulo Sara Gerini Claudia Gigliotti Laura Macor Virginia Ottaviani Anita Perra Giulia Pistola Gloria Ramundo


Call for abstracts english version

Legĕre: gathering, extracting, choosing

International Doctoral Conference

FLUI 2026 - Filologia, Linguistica, Umanistica Digitale e Italianistica University of Florence

Florence, 1-3 July 2026

PhD candidates from the 39th and 40th cycles of the PhD programme in Philology, Italian Literature, and Linguistics at the University of Florence announce the opening of the Call for Abstracts for the FLUI 2026 Doctoral Conference addressed to PhD students, early-career researchers, and scholars who obtained their master’s degree within the last three years or their PhD within the last five years.

In the field of the humanities, the verb legĕre – in its meanings of «to gather», «to extract», and «to choose» – is a productive starting point for multiple research strands.
Regarded as «to gather», legĕre can be intended as the process of collecting materials, texts and evidence, which constitutes the preliminary step in the construction of knowledge and in the preservation of cultural memory. From this perspective, “gathering” does not simply mean accumulating, but organising data or texts, and making them available for analysis and transmission.
A further sense is «to extract», considered as the interpretation and the construction of meaning from the collected items. Extracting implies the ability to derive relevant information, to recognise connections and implications, as well as to convert raw data into structured and critical knowledge.
Lastly, conceived as «to choose», legĕre designates an act of discernment and conscious selection of contents, methods and tools. Choosing means setting priorities, refining interpretative criteria alongside methodological criteria and determining how to communicate and share research outcomes.
Within a digital context, these frameworks require the use of appropriate tools and technologies.
Such interpretations of legĕre are not supposed to be understood as isolated or immune to contamination: they are strictly intertwined and complementary in mutually reinforcing ways, revealing the multifaceted and complex nature of legĕre.

Participants are invited to submit proposals in order to reconceptualise legĕre as the constitutive act for the humanities, capable of bridging past and present, theory and practice, authors, texts and readers across the centuries.

Regarding Philology and textual tradition, participants may develop proposals, including case studies, along the following lines:

  1. With reference to «gathering», proposals addressing methods and tools for census of textual witnesses are encouraged, in addition to case studies illustrating how the overall picture of a textual transmission has been modified by the finding of hitherto unknown witnesses, and the resulting impact on the constitutio textus.
  2. Drawing on the same semantic sense of «to gather», we welcome contributions that investigate ecdotic methodologies and paradigmatic cases in the analysis of complex manuscripts and multi-text codices – collections conceived as “macrotextual organisms” by their own authors or subsequent compilers (such as anthologies, recollectae, prosimetra, and, more generally, every text or corpus which may bear the effects of independent circulation of different clusters, or display a hybrid textual tradition). Concerning the philology of structures, participants are encouraged to focus on the relationships between text, paratext and macrotext, with respect to the constitution and the reception of complex manuscripts.
  3. With regard to «extracting» or «removing», contributions exploring the critical questioning in identification, removal and evaluation practices of lectiones singulares or codices descripti are welcome.
  4. Within the sphere of «choosing», we welcome papers focused on the editorial responsibility in critical choices, in the tension between, on one hand, the preservation of transmitted lectiones, and, on the other hand, the employment of conjectural emendatio, with particular attention to challenging criteria, i.e. lectio difficilior or usus scribendi.

In Linguistic studies, legĕre can be articulated along the following lines of research:

  1. Reflections on the methods of gathering, selecting, and encoding linguistic data across all chronological stages, starting from the creation of descriptive and normative tools of the language, such as grammars and dictionaries, to the development of oral and written Attention also focuses on defining parameters of representativeness: on the one hand, the selection and treatment of relevant linguistic phenomena, including lemmatisation choices and the handling of linguistic variants, neologisms, borrowings, foreignisms, and polysemous forms; on the other, the typology and design of corpora, as well as the selection and balancing of sociolinguistic variables.
  2. Investigations related to the sociolinguistic dimension, with particular attention to strategies for collecting field data and, in the case of oral data, to the selection of informants as a key factor in the quality and representativeness of linguistic material. Building on this, contributions are also welcomed that reflect on methods of collecting and interpreting linguistic data in spatial terms, from onomastic research to toponymic surveys, including the development and use of tools for the spatial representation of data; as well as reading conceived as the symbolic, social, and cultural interpretation of linguistic manifestations within urban and non-urban spaces, in line with Linguistic Landscape approaches.
  3. Studies concerning text reading and accessibility, the linguistic strategies that hinder or facilitate it, and easy-to-read language as a tool for enhancing access, for instance, to administrative, healthcare, or legal texts; within this perspective, research addressing the implementation of new non-discriminatory linguistic practices and the relationship between language and gender is also welcome.
  4. With regard to Applied Linguistics and the various levels of analysis, contributions are accepted that discuss qualitative, quantitative, or mixed approaches, as well as the construction of data-collection tools such as questionnaires, perceptual and production experiments, annotation protocols, and automatic data collection. This section includes works that employ these tools in the study of minority languages, regional varieties, or multilingual contexts, demonstrating how they can support rigorous analysis of linguistic phenomena in experimental settings.
  5. In the field of Educational Linguistics, contributions are welcome that fall within the theoretical and methodological framework of the teaching of Italian as L1 and L2, beginning with the development of reading and writing skills as a fundamental aspect in the acquisition of receptive and productive communicative skills. On this basis, studies are also accepted that investigate the multimodal dimension of communication more broadly, such as the relationship between speech and gesture, or research focusing on old and new forms of digital textuality.

In Digital Humanities, the meanings of legĕre - “to gather,” “to extract,” and “to choose” - can be interpreted and articulated along multiple investigative trajectories:

  1. With respect to digitalization processes, studies concerning the conversion of audio, audiovisual, and textual materials from physical to digital formats are encouraged. Case studies and prototypes dedicated to the creation of digital tools (archives, corpora, lexicographic tools, and platforms) are welcome, as are contributions related to transcription markup (XML, TEI) and long-term digital preservation. Investigations into methodological modeling strategies, sustainable workflows, as well as proposals that utilize existing markup or OCR are encouraged, provided they aim at the development or enhancement of tools while reflecting on the current state of the field, key challenges, and emerging opportunities.
  2. In the domain of digital philology, contributions exploring the implications of prevailing methodologies in the field - such as automated collation, coding, and the digital representation of facsimiles - are recommended. Submissions focusing on the sustainable and replicable creation and use of textual editors to implement critical and literary text markup are welcomed.
  3. From the perspective of computational linguistics and natural language processing (NLP), proposals addressing hybrid methodological approaches that integrate human interpretative and verification practices are encouraged. Contributions exploring how human errors and technical aspects (e.g., tokenization, lemmatization, and POS tagging) can alter result interpretation and compromise data quality in favor of quantity are accepted. This perspective also encompasses studies on the use of tools for linguistic data collection and processing, including web crawlers and automatic transcription software (speech-to-text).
  4. In the field of machine learning and AI, examples and case studies illustrating how algorithmic choices can affect the quality of textual content and its semantic or stylistic properties are Specifically, proposals focusing on automatic and semi-automatic methods, with particular attention to human-machine hybrid approaches, are welcomed. Activities in this area may include manual verification in the creation of AI-assisted lexicographic entries, model training techniques for critical editions and textual commentary, and the use of prompt engineering for automated rewriting tasks. Concrete examples may also include the use of AI for POS tagging, terminology extraction, and assignment of specific markers, aimed at investigating semantic issues and computational efficiency challenges.
  5. With regard to legĕre in the sense of reading, attention is drawn to research employing quantitative tools and methods to analyze text readability through linguistic indices and parameters. This includes studies on reading and text comprehension using both online and offline methodologies, such as eye tracking, EEG, and fMRI, as well as comprehension tests or measures of cognitive load, aimed at exploring processes of linguistic decoding and meaning construction.

In the field of Italian Literature, legĕre – understood as «selecting», «collecting» and «interpreting» – emerges as a gesture endowed with a range of connotations. Below, a number of possible research directions are outlined, from which candidates may draw inspiration.

  1. Dialoguing with classics implies engaging with the tradition as a living organism in continuous transformation. Over time, constitutive texts are selected and reassembled, and their meanings are redefined through the reading, rewriting and mediation of anthologies, commentaries and new editions. Thus, legĕre becomes an act of assembling, structured into three movements: preserving, organising, and reinterpreting. Both reader and writer, builds up an ideal library, outlining his own authorial and critical identity through models and modes of expression. Participants are invited to reflect on how autographs, correspondence, notes and drafts shed light on the tension between assembling and production, memory and creativity, and to consider the way in which reading becomes a choral and reflective gesture, a space in which individual selection is intertwined with shared tradition, shaping legĕre as an act of tradition, dialogue and renewal.
  2. From the medieval exegetical tradition to the current interpretative theories, legĕre is also commenting on, decoding, reconstructing, making comparisons: this section invites reflection on methods and tools in Literary Criticism, with particular attention to methodological and theoretical aspects. Interrogating the legĕre as an interpretative habit means restoring the primacy of literary theory – its categories and developments – in order to understand how critical practices shape, in turn, textual meaning and structure. Participants are also encouraged to address the necessity and the ontological status of the commentary, and whether it can be meant not only as an explanatory and critical tool, but also as a habit which contributes to establish the meaning of the text itself.
  3. Scholars are called on to consider the meaning of legĕre in political terms: legĕre can be seen as a collective practice, which contributes to the shaping of identity and defines the limits of leeway. Without legĕre, in contexts of censorship, erasure, and prohibition, access to knowledge and expression appears restricted by such an instrument of power. Nonetheless, the deliberate refusal to legĕre, may rather be a conscious choice as well as a display of dissent. Addressing legĕre in political terms means to explore the role of the literature in shaping a common identity, in defending freedom of speech and in negotiating (or not) ethical ideals and historical memory.
  4. Proposals which explore different modes of interpretation and reception of texts are welcome. Silent reading enables a personal and thoughtful understanding, while reading aloud introduces rhythm, intonation and sound features, shaping content perception and retention; lastly, theatrical performance turns texts into a living experience, allowing the integration of physical, emotional, and vocal components, and transforming the relationship between the text and the audience. A particular focus may be devoted to the distinction between reading and performing: reading implies decoding and comprehension, while performance requires a deeper interpretative process, through which words become a medium for shared experience. We welcome papers analysing tools, strategies and practices connected to this mode of text reception, as well as contributions developing considerations about contemporary reception theories, with regard to freedom and constraints in approaching a text. A further aspect affecting the reception is the nature of the medium through which the text is conveyed: from manuscripts to printed editions, and from the latter to digital Thus, contributions addressing these issues are welcome.

Guidelines for Participation

A maximum of two paper proposals may be submitted: one as sole author and one co-authored, or two co-authored proposals.

Presentations will have a maximum duration of 20 minutes. Proposals in Italian and English are welcome.

To submit your application, please send an email with the subject line “PROPOSTA FLUI 2026” to the convegnoflui@labdilef.it address, attaching an anonymous abstract in PDF format, with a maximum length of 300 words (the word count excludes the title, tables, figures, and bibliography). The PDF file must be named after the title of the proposal. The following information must be included in the body of the email:

  • Full name
  • Institutional affiliation
  • Current position (MA graduate, PhD candidate, postdoctoral researcher, )
  • Disciplinary area (Philology, Italian Studies, Linguistics, Digital Humanities)
  • Short bio-bibliographical note (maximum 300 words)
  • Title of the proposal

The deadline for proposal submission is 27/03/2026. Notifications of acceptance will be sent by the first week of May.

The conference will be held exclusively in person; any exceptions must be discussed with the Organising Committee.

Information regarding bibliographic references and registration will be communicated later and published on this site: https://convegnoflui.labdilef.it/.

For further information, please contact the Organising Committee at: convegnoflui@labdilef.it.

Scientific committee Francesco Bausi Marco Biffi Claudia Jacobi Luca Degl’Innocenti Maria Sofia Lannutti Francesca Murano Daniela Pirazzini

Organising committee Michael Bassi Francesco Ferrucci Giuseppina Gioia Gargiulo Sara Gerini Claudia Gigliotti Laura Macor Virginia Ottaviani Anita Perra Giulia Pistola Gloria Ramundo

Bibliografia

Filologia

Bausi, Francesco (2022). La filologia italiana, Bologna, Il Mulino.

Cappello, Giovanni (1998). La dimensione macrotestuale: Dante, Boccaccio, Petrarca, Ravenna, Longo Angelo.

Contini, Gianfranco (1971). La critica testuale come studio di strutture, in La critica del testo, Atti del secondo congresso internazionale della Società Italiana di Storia del Diritto, Venezia (18-22 settembre 1967), Firenze, Olschki, pp. 11-23.

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Gomez Gane, Yorik (2013). Dizionario della terminologia filologica, Torino, Accademia University Press, s.v. leggere, p. 217.

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Ruozzi, Gino, Tellini, Gino (2024). Filologia della letteratura italiana, Firenze, Le Monnier.

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Linguistica

Balboni, Paolo (2019). Le sfide di Babele. Insegnare le lingue nelle società complesse, Torino, UTET Università.

Bellinzona, Martina & Durk, Gorter (2021). Linguistic landscape: panorami urbani e scolastici nel 21° secolo, Milano, Franco Angeli.

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Della Valle, Valeria (2005). Dizionari italiani: storia, tipi, struttura, Roma, Carocci.

De Mauro, Tullio (2000). Grande Dizionario italiano dell’uso, Torino, UTET.

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Gorter Durk & Cenoz Jasone (2024). A Panorama of Linguistic Landscape Studies, Bristol, Multilingual Matters.

Mauri, Caterina, Ballarè, Silvia, Goria, Eugenio, Cerruti, Massimo & Suriano, Francesco (2019). KIParla corpus: a new resource for spoken Italian, in Bernardi, Raffaella, Navigli, Roberto & Semeraro, Giovanni (eds), Proceedings of the Sixth Italian Conference on Computational Linguistics CLiC-it, Bari, CEUR, pp. 243-249.

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